Un’aula
della scuola media di Cefalù dove si sta svolgendo una lezione di inglese:
l’insegnante
sta usando la LIM per proporre un esercizio
interattivo basato sulla comprensione di un filmato. Dopo aver visto e
ascoltato il video assieme alla classe, l’insegnante proietta l’esercizio e
chiede agli alunni di svolgerlo individualmente sul proprio quaderno. Poi
chiama un’alunna a correggerlo alla lavagna: agendo direttamente sulla
superficie di questa, la ragazza sceglie i termini da inserire all’interno
delle frasi da completare, preme il tasto di conferma e legge il messaggio di
valutazione del compito svolto. L’alunna non ha fatto errori: l’insegnante si
limita quindi a motivare le risposte date, e la lezione prosegue.
Questo è
quanto mi ha raccontato un giorno una collega di inglese di mia madre. Mi sono
chiesta: quanto efficace è per un apprendente uno strumento tecnologico come la
LIM? Mi sono data delle risposte: le potenzialità didattiche della LIM
riguardano soprattutto la maggior partecipazione e coinvolgimento da parte
degli alunni; infatti, la multimedialità della LIM potenzia il valore attivante
degli stimoli forniti ai processi di apprendimento poiché filmati, audio e
immagini arricchiscono l’input e stimolano i processi attentivi. Inoltre, potrebbe
anche facilitare la comunicazione, la cooperazione l’appartenenza ad un gruppo:
se l'insegnante struttura l’attività con modalità cooperativa,
utilizzando magari un approccio umanistico-affettivo, la LIM diventa un
sostegno molto efficace poiché diventa uno spazio in cui è facile che tutti i
membri del gruppo possano intervenire.All'interno del mio campo d'interesse, l'insegnamento dell'italiano come L2/LS, l'utilizzo della LIM sarebbe molto efficace perché, rivolgendomi a studenti stranieri, la loro integrazione e il loro coinvolgimento sarebbe facilitato maggiormente dall'utilizzo di questo tipo di strumenti.